13101430_776554262445813_1462160333_n (1)Di David Costa

 

 

 

Si è svolta presso la sala C del Padiglione 10 di Vinitaly 2016 un’interessante degustazione organizzata in modo impeccabile dalla Fisar in Rosa capitanata da Luisella Rubin, coordinatrice nazionale.

L’evento ha inizio col saluto di Filippo Franchini, il vicepresidente Fisar, che presenta alla folta platea Gladys Torres nella qualità di moderatrice e splendida padrona di casa e successivamente Anna Cardin, Miglior Sommelier dell’anno FISAR 2015, che ha guidato sempre con professionalità la degustazione facendo da ambasciatrice di tutti noi Sommelier FISAR in questa bellissima edizione del Vinitaly.

Tema dell’incontro: I GRANDI VINI VULCANICI D’ITALIA presentati da sei appassionate vignaiole che tra aneddoti, racconti ed assaggi, ci hanno condotto in un affascinate viaggio dal territorio della provincia di Vicenza all’Etna, alla scoperta di sei vini provenienti da differenti suoli vulcanici di alcune aree enologiche italiane di eccellenza.

Una grande opportunità per comprendere il ruolo delle donne nell’affascinante mondo del vino e che negli ultimi anno è divenuta protagonista assumendo via via ruoli di rilievo.

E dalle loro parole scopriamo che alcune di loro si occupano proprio della vigna, altre di marketing, altre ancora di ordini e spedizioni.

Anche Sergio Mattarella, il Presidente della Repubblica, durante la cerimonia d’inaugurazione, ha ricordato come fondamentale sia oggi il ruolo che la donna ha nel mondo del vino.

Benny Sorrentino di Sorrentino Vini (Boscotrecase, NA) presenta il proprio VIGNA LAPILLO, Lacryma Christi del Vesuvio DOC Bianco 2014.Questo Lacryma Christi bianco è prodotto con le uve selezionate provenienti dal vigneto “Vigna Lapillo” così chiamato per lo straordinario scenario di lava e lapilli tra cui a fatica s’inerpica la vite.E’ un vino dotato di grande grazia.La Sorrentino spiega anche il nome Lacryma Christi che affonda le sue radici in leggende antiche.La più diffusa è quella che vuole che Lucifero, nella sua discesa agli inferi, abbia portato via con sè un pezzo di Paradiso. Gesù, riconoscendo nel Golfo di Napoli il Paradiso rubato, pianse lacrime copiose e dalle sue lacrime nacquero i vigneti del Lacryma Christi.

Teresita Pieropan della Soc. Agr. Pieropan (Soave VR) presenta con orgoglio il CALVARINO SOAVE CLASSICO DOC 2013.Il vigneto Calvarino è situato nel cuore della zona classica del Soave e rappresenta per l’azienda l’antico fondo di famiglia, acquistato ai primi anni del 1900.La natura del terreno, formatosi nell’Era terziaria, è ricca di argilla e di tufi basaltici che conferiscono al vino una piacevole sapidità e mineralità.La Pieropan spiega che il nome Calvarino deriva da “piccolo calvario”, per la difficoltà di lavorazione del terreno e dal percorso tortuoso nel raggiungere il fondo.La prima etichetta risale al 1971 e rappresenta l’espressione più tradizionale e autentica del vino Soave.

Silvia Maestrelli di Tenuta di Fessina (Rovittello, Castiglione di Sicilia, CT) ha portato un sorso di Sicilia con A’ PUDDARA ETNA DOC BIANCO 2013Questo vino è un doveroso omaggio alla Sicilia. Dedicato alle stelle che si avvistano dal mare sulla vetta del vulcano in estate, le Pleiadi, dette in dialetto “A’ Puddara”, la chioccia, è un vino rigoroso e delineato come la cima della Montagna che si staglia nella notte.E’ un vino che interpreta perfettamente il territorio siciliano, fatto di personalità forte e carattere unico, senza mai perdere la sua incredibile eleganza e il suo straordinario equilibrio.Descrivendo questo vino, Anna Cardin ha emozionato con queste: “…un vino che cammina sui tacchi, come fosse una modella in passerella”.

Anna Paternoster della Az. Vinicola Paternoster (Barile, PZ) presenta il suo ROTONDO DOC 2011.L’etichetta Rotondo, prende il nome dalla tenuta “Villa Rotondo” ubicata in agro di Barile, un Aglianico del Vulture morbido ed elegante. Si tratta infatti di una località di grande suggestione, storicamente vocata alla coltivazione dell’aglianico, luogo in cui questa grande varietà del Sud riesce a esprimersi al meglio. Un rosso avvolgente e vellutato.Di colore rubino purpureo molto intenso, al naso presenta note speziate con accenno alla liquirizia.Al palato si presenta succoso, concentrato e con buon frutto di lampone e confettura.Non è possibile parlare di Vulture e del suo Aglianico senza parlare di questa famiglia. Paternoster infatti in quasi 100 anni di storia ha saputo interpretare il territorio con una chiarezza e con una coerenza uniche.

Maria Felicia Brini della Az. Agricola di Brini Maria Felicia (Sessa Aurunca, CE) presenta il suo FALERNO DEL MASSICO DOC RISERVA 2010 ETICHETTA BRONZO.Una simbiosi quella tra la giovane produttrice Maria Felicia Brini e la Masseria Felicia di Sessa Aurunca, situata alle falde del monte Massico e non lontano dal vulcano spento di Roccamonfina. Le vigne di aglianico, piedirosso e falanghina, che guardano il mar Tirreno al confine col Lazio, sono esposte in collina intorno ai duecento metri e posizionate su un terreno tufaceo, piroclastico e ricco di materiale alluvionale.La soddisfazione non attesa si trasforma in incredula emozione per essere riusciti, con un vino nato dal cuore. Ad oggi tre generazioni lavorano alla terra, con la volontà di proseguire un percorso che possa continuare a tramandare l’amore per un’attività antica, attraverso visioni moderne e tecnologicamente avanzate e per conservare, quanto più a lungo, la passione e l’entusiasmo.

Con Maria Vittoria Maculan della Soc. Agricola Maculan (Breganze, VI) finiamo in dolcezza.La bella produttrice ci offre il suo TORCOLATO 2011.Maria Vittoria ci racconta la lavorazione che sta dietro a questo strabiliante vino: una rigorosa selezione delle rare uve Vespaiolo, Tocai e Garganega, vendemmiate a mano in piccole cassette, appese ad appassire fino a gennaio nei solai delle cantine del centro storico di Breganze, da origine a questo grande vino da dessert.Il colore è giallo brillante dorato. Il bouquet intenso ed ampio ricorda il miele, l’albicocca, le pere al forno, la vaniglia ed i legni nobili. Il sapore, dolce e pieno, dotato di buon corpo ed eccellente equilibrio fra acidità, alcol e zuccheri, permane a lungo in bocca.

Un evento unico ed irripetibile per poter degustare e celebrare tutte quelle donne che quotidianamente vivono nel mondo del vino prendendosi cura di vigne, di territori, di cantine come fa una madre con il proprio figlio.

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