A Firenze l’Assemblea nazionale della Federazione Italiana Cuochi
di Grazia Giammusso
Non una semplice assemblea, ma un momento di racconto collettivo. Nella cornice istituzionale della Camera di Commercio di Firenze, l’Assemblea nazionale dei Soci FIC si è trasformata, lunedì 27 e martedì 28 aprile, in uno spazio vivo di confronto, riflessione e visione, capace di andare ben oltre la formalità dell’ordine del giorno. A dare ritmo alle due giornate è stata la conduzione puntuale del giornalista Antonio Iacona, coordinatore editoriale della rivista Il Cuoco, magazine ufficiale FIC, mentre sullo sfondo emergeva con forza un sentimento condiviso: l’orgoglio di rappresentare una cucina italiana che continua ad essere ambasciatrice nel mondo, sintesi di cultura, identità e innovazione.
Ad accogliere i delegati, il segretario generale della Camera di Commercio, Giuseppe Salvini, che ha richiamato il valore simbolico del luogo, cuore pulsante delle attività economiche fiorentine, sottolineando il ruolo dei cuochi italiani come protagonisti di un sistema capace di raccontare il Paese attraverso il cibo. Un concetto ripreso anche da Roberto Lodovichi, presidente dell’Unione Regionale Cuochi Toscani, che ha evocato il significato effettivo dell’incontro: confronto, sì, ma anche esperienza, identità e convivialità. “Si mangerà toscano”, ha detto, quasi a voler ricordare che la cucina, prima ancora di essere racconto, è condivisione. A rafforzare questo clima è intervenuta Maria Campagna, presidente dei Cuochi Fiorentini, che ha sottolineato il valore dell’Assemblea come occasione di crescita condivisa, nel segno di una comunità professionale che continua ad evolversi senza perdere le proprie radici.

Di forte impatto istituzionale, poi, la presenza del ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha ribadito il significato storico del riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale UNESCO, ottenuto nel dicembre 2025. Un passaggio che segna non solo un traguardo simbolico, ma anche una nuova consapevolezza del ruolo strategico del settore. Dalla valorizzazione della figura del cuoco fino alla tutela delle eccellenze agroalimentari, emerge un sistema che si riconosce e si rafforza. Ed è proprio di crescita che parla la relazione del presidente nazionale FIC, Rocco Cristiano Pozzulo, alla sua ultima Assemblea da presidente, per scadenza del mandato: una Federazione solida, in espansione, capace di aumentare le proprie attività mantenendo equilibrio economico-finanziario e visione progettuale. Una crescita che si riflette anche nella presenza sempre più strutturata nei grandi appuntamenti fieristici, da Hospitality a Beer & Food Attraction, fino agli scenari internazionali di Host e SIRHA, dove la cucina diventa linguaggio globale e terreno di confronto. In questo contesto, i risultati della Nazionale Italiana Cuochi e del Team Italia Bocuse d’Or (3° nella selezione europea del concorso di cucina più prestigioso al mondo) raccontano una storia di eccellenza concreta: le medaglie d’oro nelle competizioni Worldchefs, il podio del Bocuse d’Or a Marsiglia e tanti altri traguardi prestigiosi, che diventano nuovi punti di partenza. Non solo premi, dunque, ma segnali di una presenza italiana sempre più autorevole nel panorama gastronomico internazionale.
Accanto alla competizione, resta centrale il tema della formazione. La Federazione ha avviato un processo di rinnovamento che guarda alla qualità e alla specializzazione, senza escludere le opportunità offerte dal digitale. Un equilibrio tra tradizione e innovazione che coinvolge anche i più giovani, attraverso progetti dedicati agli istituti alberghieri e percorsi strutturati capaci di avvicinare formazione e mondo del lavoro. Lo sguardo, però, è sempre più rivolto oltre i confini nazionali. L’internazionalizzazione, come ha sottolineato il presidente dell’ICE Matteo Zoppas, rappresenta oggi una leva decisiva: il riconoscimento UNESCO rafforza la credibilità del sistema Italia, mentre i numeri dell’export agroalimentare raccontano una crescita concreta. In questo scenario, i cuochi diventano veri ambasciatori culturali, interpreti di un’identità che si esprime attraverso il gusto.

A chiudere i lavori, prima degli adempimenti assembleari approvati all’unanimità, l’intervento del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha offerto una lettura culturale profonda della cucina italiana, accostando la figura di Pellegrino Artusi a quella dei grandi costruttori dell’identità nazionale e spaziando poi da Dante Alighieri a Curzio Malaparte. Un richiamo potente: la cucina come linguaggio universale, capace di unire, raccontare e dialogare.
La giornata conclusiva ha infine lasciato spazio alle celebrazioni, con la consegna dei riconoscimenti e dei trofei annuali alle Unioni Regionali, alle Associazioni Provinciali ed Estere. Un momento che non segna una fine, ma rilancia il percorso di una comunità che continua a crescere, portando nel mondo il valore della cucina italiana. A suggellare il senso dell’intero incontro, il recente riconoscimento ufficiale della FIC da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy segna un passaggio decisivo per il mondo della ristorazione. L’inserimento nella II Sezione dell’elenco ai sensi della legge 4/2013 rappresenta una legittimazione concreta della figura del cuoco come professionista qualificato; un’evoluzione che rafforza in modo sostanziale il valore percepito della professione, accrescendo credibilità, riconoscibilità istituzionale. In questo quadro, la formazione si conferma non solo centrale, ma decisiva: il punto di incontro tra riconoscimento, competenza e futuro della professione.
(CREDITI FOTO: Fabio Caracausi).










































