La sua professionalità passa con la stessa bravura e naturalezza dai contesti associativi, con l’impegno delle Lady Chef e dell’URCS, a quelli in cucina, tra il ristorante nel Trapanese e le masterclass e i cooking show in giro per il mondo a rappresentare la propria Isola a tavola…
di Grazia Giammusso
C’è una cucina che nasce dai ricordi e una che nasce dallo studio. In Rosy Napoli le due dimensioni non si separano mai: si incontrano e diventano metodo e racconto. Il suo racconto parte dai laboratori universitari e trova spazio sulle tavole della ristorazione, passando per le cucine, la televisione e le ambasciate. Dal suo approccio scientifico prende forma la sua idea di cucina, una cucina che è fatta di osservazione e racconto. Nel 2008 apre a Trapani la Caupona Taverna di Sicilia, e diventa il centro della sua identità professionale e creativa. Qui si consolida una proposta gastronomica profondamente legata alla Sicilia, attenta alla stagionalità, alla sostenibilità e alla valorizzazione delle materie prime locali, in dialogo con i principi di Slow Food, di cui è chef chiocciolata dal 2017.

Dal G7 sull’agricoltura a Siracusa, dove porta in scena la busiata trapanese e il couscous in un cooking show internazionale, fino agli eventi a Casa Sanremo, la sua presenza si consolida come quella di una chef ambasciatrice del territorio. Nel 2025 e 2026 la sua attività si intensifica ulteriormente: dalla masterclass sull’olio extravergine a Castelvetrano per la Regione Siciliana, alle lezioni all’Ambasciata italiana in Serbia dedicate alla cucina italiana, fino alle partecipazioni televisive alla Rai con il programma “Linea Verde” e altri format internazionali.
Accanto ai grandi eventi, resta centrale il lavoro quotidiano di ricerca e ristorazione, per Rosy la cucina continua ad essere un dispositivo narrativo del territorio: il mare, le saline, il grano, l’olio, il couscous. Ingredienti che diventano espressione identitaria del territorio siciliano. Non è un caso che tra le sue ispirazioni ricorrenti ci sia la figura della nonna. Una memoria domestica che si traduce in esperienza, racconto e visione. Parallelamente, Rosy Napoli è attiva anche nel comparto professionale delle Lady Chef FIC, dove si occupa di formazione e di valorizzazione della presenza femminile nelle cucine professionali, contribuendo al superamento del divario di genere nel settore. Un impegno che aggiunge una dimensione sociale a un percorso già fortemente identitario.

Nel corso della sua carriera ha ricevuto il Leone d’Oro di Venezia come Cavaliere della cucina italiana nel mondo, un riconoscimento che valorizza il suo ruolo nella diffusione della cultura gastronomica italiana all’estero. La sua attività l’ha portata, inoltre, a rappresentare la cucina italiana in contesti diplomatici, come all’Ambasciata d’Italia a Belgrado, dove ha tenuto incontri e cooking show dedicati alla tradizione gastronomica siciliana. Una chef che unisce formazione scientifica, identità territoriale e impegno professionale, costruendo una cucina che non si limita a raccontare la Sicilia, ma la reinterpreta in linguaggio contemporaneo. Oggi il percorso di Rosy Napoli continua a muoversi tra cucina, formazione e rappresentanza, con la stessa coerenza che ne ha segnato l’inizio. Un viaggio che non si cristallizza nei riconoscimenti già ottenuti, ma che sembra proiettarsi verso nuovi contesti di confronto, tra progetti internazionali e nuove forme di narrazione del territorio.































