Rosaria Di Maggio è la Lady Chef di Lampedusa che cucina per i Papi in visita nell’Isola
di Barbara Conti
La cucina di Rosaria Di Maggio non è soltanto un mestiere: è una narrazione che prende forma tra il vento di Lampedusa, la luce del Mediterraneo e la memoria di un’isola che vive di approdi, partenze e ritorni. Lady Chef del Costa House Resort, Di Maggio ha costruito negli anni un linguaggio gastronomico personale, riconoscibile, profondamente radicato nella sua terra e capace di parlare al mondo con la naturalezza delle cose autentiche.
Lampedusa, per lei, non è un semplice punto sulla mappa. È una radice creativa, una dispensa quotidiana, un orizzonte culturale che si rinnova ogni giorno. Qui il mare detta il ritmo, la terra offre erbe spontanee e ortaggi cresciuti al sole, i pescatori portano in cucina ricciola, triglia, gambero rosso. Da questa materia prima nasce una cucina che profuma di casa e di mare, che racconta la generosità di una terra di confine e la sua vocazione all’accoglienza.

La Lady Chef Di Maggio non rincorre le mode: le attraversa con discrezione, scegliendo di restare fedele alla memoria. I suoi piatti custodiscono gesti antichi e profumi familiari, ma sono interpretati con una sensibilità contemporanea che li rende eleganti, puliti, essenziali. In ogni preparazione si avverte la forza delle stagioni, la luce delle case bianche, il respiro del Mediterraneo che avvolge l’isola come una promessa.

Due momenti hanno segnato in modo indelebile il suo percorso: il buffet preparato per Papa Francesco nel 2013 e quello dedicato nei giorni scorsi a Papa Leone XIV. Due esperienze diverse, unite dallo stesso spirito di servizio e gratitudine. «Ogni pietanza parla di viaggi e accoglienza, ogni sorriso ripaga il lavoro fatto in squadra. È un privilegio che custodirò per sempre», racconta la chef.

Nel 2013, per Papa Francesco, Di Maggio realizzò un tortino simbolico concepito come un ponte tra culture. Le melanzane, il finocchietto e il pomodorino raccontavano la Sicilia più autentica; lo zafferano evocava le spezie arabe e nordafricane; la triglia rappresentava il mare che unisce; la frutta secca celebrava la tradizione siculo-araba. Un piatto che, nella sua semplicità, racchiudeva la complessità del Mediterraneo e la sua vocazione al dialogo.
Per Papa Leone XIV, lo scorso 4 luglio, la chef ha creato invece lo Scrigno di Papa Leone, una preparazione che custodisce un’armonia di sapori e significati. La ricciola e il gambero rosso richiamano il Mediterraneo come mare che unisce; lo zafferano diventa luce e crocevia di civiltà; la vellutata di datteri evoca il deserto, terra di cammini; il crumble racconta Lampedusa come luogo di approdo e speranza. È un piatto che diventa narrazione, simbolo di identità e accoglienza, capace di trasformare la tavola in un luogo di incontro.
Il buffet è stato realizzato di dolci tipici siciliani a cui la chef è molto legata.
La firma gastronomica di Rosaria emerge anche in creazioni che hanno conquistato pubblico e critica, come l’arancino Tri Nero d’Oro, omaggio al mare e all’orto siciliano premiato a Palermo. E nella sua interpretazione del couscous mediterraneo, proposto in varianti che attraversano pesce, carne, ortaggi e dolcezze isolane, sempre con eleganza e rispetto della materia prima.
Durante la permanenza della delegazione pontificia, Di Maggio ha coordinato l’intera accoglienza gastronomica per gendarmeria e personale della sicurezza papale, offrendo degustazioni che uniscono tradizione e contemporaneità senza mai tradirne l’essenza.
Un lavoro che conferma il ruolo del Costa House Resort come destinazione gastronomica di riferimento per residenti, viaggiatori e appassionati di turismo enogastronomico.
Perché la cucina, quando è vera, non serve soltanto piatti. Serve emozioni. E quelle di Rosaria Di Maggio hanno il profumo inconfondibile del Mediterraneo: un profumo che accoglie, che racconta, che unisce.










































