Taormina 11 marzo 2017

I cuochi siciliani hanno scelto la via del coraggio: hanno detto basta all’approccio che strizza l’occhio ai talent show finalizzati a stupire i clienti, agli effetti scenografici di piatti belli soltanto da vedere ma pieni di zucchero, farine raffinate e proteine animali che acidificano il sangue e intossicano l’organismo. I cuochi di Sicilia, che si riuniranno da domenica 12 a martedì 14 a Taormina per il 34° congresso regionale, vogliono intraprendere un cammino diverso, quello dell’alleanza con i clienti per tutelare la salute e prevenire i rischi delle malattie.

Giungeranno da tutte le province siciliane e a Taormina, dove si sono dati appuntamento, ascolteranno la proposta della “cucina macromediterranea” che si basa sull’utilizzo di ingredienti tradizionali siciliani e preparazioni ispirate ai principi della medicina tradizionale orientale. Ad illustrare la nuova formula del benessere sarà direttamente il professor Franco Berrino, l’epidemiologo dell’Istituto Oncologico di Milano, che l’ha teorizzata e, alla luce dei suoi studi e delle evidenze scientifiche, l’ha indicata come barriera naturale per contrastare lo sviluppo delle moderne patologie.

“La carne rossa fa male, come le farine bianche raffinate e le bibite zuccherate, come i prodotti da forno industriali e i latticini – anticipa il prof. Berrino – invece la dieta che protegge dalle malattie e le previene prevede un grande ricorso alle verdure, ai legumi e ai cereali integrali, ma anche ai prodotti locali e di stagione, al pesce azzurro di piccola dimensione e ai semi oleosi di cui la Sicilia è ricca”.

Saranno preoccupati gli chef di ridurre l’offerta dei propri menù? Niente affatto, “anzi accoglieranno con interesse la possibilità di arricchirli con nuovi prodotti – dichiara Domenico Privitera, il presidente dell’Unione regionale dei cuochi siciliani che ha organizzato l’evento – sarà una grande occasione per sostituire con nuove ricette e nuovi procedimenti di cottura gli abbinamenti che nei nostri menù sono troppo spesso abusati”.

“Non si tratta di una alimentazione restrittiva penalizzante per i nostri menù – continua Domenico Privitera – perché si vuole soltanto escludere prodotti non naturali di derivazione industriale, i prodotti delle serre e quelli importati, mentre il ventaglio delle proposte alimentari si arricchirà di prodotti non usuali, sia della terra che del mare. Sarà la riscoperta dei grani antichi, dei frutti locali, dei pesci dei nostri mari. L’ingrediente che spero sparirà realmente dai nostri menù dovrà essere soprattutto la pigrizia che porta a riprodurre con routine proposte omologate, mentre mi auguro che gli chef sapranno introdurre buone dosi di inventiva e soprattutto matureranno la consapevolezza di essere sentinelle per la buona salute, educatori e ambasciatori di gusto e di benessere”.

Lunedì sarà la giornata clou, con il convegno sulla salute e l’alimentazione, ma ci saranno anche i laboratori di cucina, i dibattiti sulla sicurezza alimentare, sulla cucina a chilometro zero, sulla tecnologia al servizio del benessere, mentre esperti e produttori offriranno spunti di dibattito sui temi dei grani antichi siciliani, della cucina per i bambini, dei dolci che non fanno male alla salute, dell’importanza dei semi oleosi e della frutta secca, e dei benefici del pesce nella dieta mediterranea.

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