matina calogeroUn’umanità, la nostra, alla ricerca di una propria identità! Ritrovare l’Arché… le origini, attraverso l’investigazione del proprio passato. L’archeologia cede silenziosa il passo alla straordinaria storia della gastronomia.

“Non c’è più nulla di irriverente nel considerare la storia dei cibi sullo stesso piano di quella del pensiero”, è proprio così! Ed ecco che, come l’archeologia, la storia dell’alimentazione diventa ai nostri occhi vera e propria scienza moderna.

La scoperta della scrittura , per l’uomo, è altrettanto, ma non più importante di quella della possibilità di aver potuto iniziare a coltivare i cereali. Un intreccio, questo, tra la storia dei popoli e delle culture.

La Gastronomia come metro del piacere e del gusto. La storia dell’alimentazione nei secoli diventa storia del gusto e del piacere, in un’ampia scala di sfumature che va dal bisogno/desiderio che il cibo abbia un buon sapore ad un’accentuata ricerca estetica. Il mangiare ed il bere non più come necessità corporee, ma come fonti culturale di piacere, di godimento. E così i bisogni corporei come la fame e la sazietà assumono un’importanza “quasi” relativa. Gli uomini hanno instancabilmente elaborato teorie diverse, in ogni periodo storico, su come potenziare i piaceri del palato, dell’olfatto e del gusto e allo stesso modo della vista. Sensi suscettibili ad una sorta di educazione e di intellettualizzazione mangereccia/godereccia.

egiziCi è naturale pensare che coloro che hanno potuto permettersi queste nobili considerazioni sono stati i ceti più abbienti che disponevano di sufficienti mezzi “materiali”. Potersi permettere di considerare il mangiare come puro piacere, ponendo in secondo piano gli aspetti nutrizionali.

 

 

E allora ci vengono in mente le Legioni romane che in giro per il Mediterraneo ed in tutti i territori di conquista riuscirono a diffondere la cultura della vite e del vino financo nelle gelide regioni del nord Europa.

spezie 1O le spezie, poi, che ebbero nei secoli un ruolo rilevante nei rapporti tra l’Europa e l’Oriente. La domanda che vogliamo condividere con voi sarà quella di pensare a chissà quanto hanno faticato i popoli in epoca medievale per tenere aperta la porta del commercio delle spezie del favoloso regno di Palmira, culla e cultura d’Oriente.”Da tutti i lati le sabbie circondano l’oasi di Palmira”. La natura l’ha sottratta al resto del mondo”.[1]

Basti pensare che proprio qui giungevano, dall’Occidente, gli uomini con le loro carovane cariche di mille spezie, aromi d’ogni sorta, raffinatissima seta ed incenso.

L’arte di nutrirsi porta all’arte della conoscenza. È questo un modo per iniziare ad apprezzare ed amare il cibo in modo diverso, proprio così, una chiave di lettura totalmente diversa. E così un bicchiere di vino non rivelerà mai interamente se stesso se non inizieremo a respirarne la storia che lo racchiude. E con essa il profumo di tutte le generazioni di vignaioli che l’hanno pazientemente creato e ci hanno reso possibile deliziare il nostro palato.

Ogni scoperta, ogni impresa, ogni episodio della storia della gastronoma è una tappa fondamentale della stessa storia dell’uomo. La cultura è ciò che rende la vita degna di essere vissuta e la cucina è una delle forme della cultura.[2]Conoscere ciò che mangiamo e perché lo mangiamo è dunque un modo diverso, non meno nobile di altri modi, per conoscere se stessi ed il mondo che ci circonda.

 

spezie“Via delle Spezie”

Dalla seconda metà del IV millennio a.C. fino alla metà del II millennio d.C. si sono snodati i commerci tra l’Estremo Oriente e l’Europa attraverso vie carovaniere lungo le quali si commercializzavano spezie, oro, metalli Lo stesso segreto della produzione della Seta ha “viaggiato” lungo questa Via.

Il ruolo cruciale che hanno avuto le spezie nella storia dell’alimentazione dei popoli del Mediterraneo e non solo. Per capire la loro importanza basta pensare a tutte quelle resine aromatiche, agli aromi, insieme al sale, che avevano come compito quello d’impedire il deterioramento dei cibi. Già erano ampiamente conosciute da egizi,sumeri, fenici, babilonesi, cinesi, greci e romani. I popoli l’impiegavano sia per celebrare i riti sacri che per profumi sia come vere e proprie medicine.

Il termine “spezie” deriva dal latino species che significa merce speciale o di valore. E così carovane di cammelli viaggiavano tra le oasi del deserto seguendo il percorso per raggiungere quei luoghi pieni di fascino e di profumi della leggendaria via delle Indie attraverso la quale quei carichi preziosi arrivarono in quasi tutto il mondo antico.

L’uso delle spezie era dettato dalla necessità di preservare le vivande dal deterioramento specie i pesci e le carni. Un bene prezioso, ricche di oli essenziali dal forte potere d’azione antibatterico e antisettico sul cibo, senza parlare del pregio nell’agevolare la digestione dopo i sontuosi banchetti conviviali romani.

Il pepe aveva un valore così elevato che, dopo avere messo Roma a ferro e fuoco, Alarico, re dei Goti nel 410, richiese come tributo una tonnellata di pepe oltre ingenti quantità d’oro e d’argento.

Il ritorno dei soldati alle loro case dalle crociate iniziate intorno all’anno 1000, ebbe inizio il diffondersi degli usi alimentari dei paesi arabi, e con esso la conoscenza e l’uso degli aromi esotici. Il modo più sicuro per raggiungere i mercati d’Oriente era quello della navigazione che ricevette un nuovo impulso, tanto che le repubbliche marinare, dal secolo XIII al XIV, vissero un periodo di grande splendore. E così chi trattava le spezie “gli speziali” assunsero un ruolo di massimo prestigio nelle società di allora.

Un’aura di fascino intrisa di mistero s’era creata attorno alle spezie d’Oriente, in parte voluta dagli stessi mercanti arabi, che per aumentare considerevolmente il loro prezzo, inventarono improbabili leggende che cantavano la storia di spezie sorvegliate da animali fantastici.

E così iniziarono a fare bella mostra di sé la cannella e la Cassia, il cardamomo, lo zenzero e la curcuma.

La cannella

Pianta consacrata al sole era la “cannella” per gli antichi egizi, che la consideravano divina e ne facevano aroma rituale.

Gli antichi greci e latini apprezzavano molto la cannella detta Cinnamomo conoscendone pregi e difetti. Essa veniva utilizzata sia come profumo che come pianta medicinale per curare problemi di digestione. Basti pensare che lo stesso imperatore Vespasiano portava delle enormi corone di Cinnamomo per adornare i templi sul Campidoglio. Il valore del gesto dell’imperatore si accentua se si pensa che i Romani la consideravano spezia sacra, tanto preziosa quanto l’oro.

Un uccello bellissimo porta il nome di cinnamomo, esso utilizza per fare il suo nido una rara pianta che va a cercare in un posto che a nessuno è consentito conoscere , essa prende il regale nome del cinnamomo. Proprio quando lo splendido uccello ha completato il suo nido, la stirpe degli uomini cacciatori distrugge con le lame affilate delle proprie spade il nido e ne recupera la nobile spezia.[3]

Nel Medio Evo le classi più facoltose usavano la cannella come simbolo di ricchezza e potere. Per questo

Durante i banchetti medievali i nobili facevano servire, di proposito, cacciagione e dolciumi con essenze di cannella ed altre preziose spezie, probabilmente per impressionare quanto più possibile i propri commensali. Per comprendere il valore che avevano le spezie in quest’epoca basti pensare che era uso regalare spezie ai principi e alle regine come simbolo di sudditanza. La stessa cannella ed il nobile pepe rimanevano in assoluto le principali merci di scambio nell’economia di quei tempi. La via delle spezie ci porta lontani nel tempo e nello spazio, fin nella Cina del 2800 a.C.

Preziose come l’oro. Gli egiziani le usavano, per profumare gli ambienti e per la cosmesi. Per molti secoli sono stati gli Arabi a gestirne il commercio delle spezie dall’Oriente al Mediterraneo, fu invece con i Romani che s’intrapresero nuove rotte che passavano dall’Egitto all’India.

 

Nel Medioevo il flusso delle merci dall’Oriente all’Occidente subisce una battuta d’arresto con le Crociate dell’XI secolo quando iniziarono i conflitti tra gli Arabi musulmani e l’ Europa cristiana È proprio da questo momento in poi che le spezie finiscono di essere una prerogativa delle classi più ricche.

Fino al XV secolo i padroni delle rotte e del traffico di merci con l’Oriente saranno i Veneziani e gli Arabi

Il sistema cambierà grazie al viaggio effettuato da Vasco de Gama nel 1505, fu allora che il commercio della cannella ebbe un notevole sviluppo, esso influenzò notevolmente gli interessi ed i commerci delle potenze marinare dell’epoca. Tutto ciò spinse i grandi navigatori a attraversare mari sconosciuti e ad affrontare viaggi duri molto rischiosi.

 

 

[1] Plinio il Vecchio

[2] Thomas S. Eliot

[3] Aristotele- “Storia degli animali”

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