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di Raffaella Maugeri

Caldarroste, vino novello e temperature atmosferiche insolitamente miti per questo periodo sono gli ingredienti principali della festa di San Martino in Sicilia, che ricorre l’11 novembre.

Prima di scoprire quali altre bontà ci riserva la nostra bella terra in questa particolare occasione, ripercorriamo brevemente la storia del Santo, anche per comprendere il significato dell’espressione “Estate di San Martino” e da dove deriva.
san-martino-di-tours-copiaMartino di Tours visse intorno al 300 d.C., originario della Pannonia, l’odierna Ungheria, era figlio di un ufficiale dell’Impero romano, che lo chiamò Martino proprio in onore di Marte, il dio della guerra. In seguito ad un’ordinanza dell’epoca, a soli 15 anni, dovette arruolarsi anch’egli nell’esercito romano e fu proprio durante il suo periodo di attivismo militare che la sua vita cambiò radicalmente. Si narra infatti che, giunto ad Amiens con i suoi soldati, incontrò un mendicante seminudo e volle aiutarlo donandogli metà del suo mantello come ripararo dal freddo e improvvisamente il cielo divenne limpido e il sole iniziò a splendere e a riscaldare come se fosse estate. Nella notte Martino sognò Gesù, che gli disse: “Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito” e quando si svegliò vide il suo mantello nuovamente integro. Particolarmente segnato da questi eventi il giovane soldato lasciò l’esercito e si fece battezzare, per poi diventare monaco e, successivamente, essere eletto vescovo di Tours.
Ecco dunque che nel bacino del Mediterraneo, e quindi pure in Sicilia, è tradizione associare le piacevoli temperature che generalmente caratterizzano l’inizio di novembre e il giorno in cui si ricorda il santo, proprio all’episodio che cambiò la vita di Martino e si è soliti definire questo fenomeno meteorologico “Estate di San Martino”, al termine della quale si cominceranno ad avvertire i primi freddi, preludio dell’inverno. E se il tempo atmosferico non dovesse rispettare la tradizione poco importa, a scaldarci ci penseranno sicuramente delle ottime castagne arrostite, accompagnate da un buon bicchiere di vino.
Quella di San Martino è una festa molto sentita in tutta Europa, che giunse a noi nell’epoca normanna e che negli anni ha assunto un aspetto sempre più folkloristico, complice la coincidenza con il periodo della “svinatura” e le numerose tradizioni enogastronomiche siciliane che ruotano attorno a questa ricorrenza; “A San Martino ogni mustu diventa vinu” recita un antico proverbio, per ricordare l’usanza, che perdura ancora oggi, di aprire le botti di vino novello proprio in occasione di questa festa e non a caso molte cantine siciliane per l’occasione aprono le porte a chi voglia conoscere i segreti del vino e degustare le ultime produzioni. Sempre in questo periodo, in alcune località della nostra regione “s’ammazza lu porcu e si sazza lu vinu”, in altre parole si è soliti abbattere il maiale per preparare salami, prosciutti e salsicce, e queste ultime generalmente vengono spruzzate di vino durante la cottura; la salsiccia al vino rosso per esempio è una specialità di Castiglione di Sicilia, mentre le pappardelle al ragù bianco di suino nero dei Nebrodi sono tipiche di Roccella Valdemone.
salsiccia_0_aNel catanese invece la salsiccia, che sia arrosto, al forno o fritta, va rigorosamente accompagnata dai “caliceddi” (cavolicelli) o dalle senape, due tipologie di verdura abbastanza simili, appartengono entrambe alla famiglia delle Brassicacee, e molto spesso carne e verdura vengono spadellate insieme, affinché possano arricchirsi reciprocamente di sapore.
Un’altra specialità di San Martino, stavolta dolce, è rappresentata dai “Sammartinelli”, dei biscotti secchi tipici di Palermo, aromatizzati con semi di anice o finocchio, che per tradizione si gustano inzuppati nel Moscato di Pantelleria, un vino liquoroso dolce e molto aromatico; in passato infatti la festa dell’11 novembre era riservata esclusivamente ai ricchi, che per l’occasione erano soliti banchettare con ogni sorta di prelibatezza, anelletti al forno, galletto “aggrassato con le patate”, in alternativa tacchino o maiale e ancora cavolfiori e broccoli “affogati” erano solo alcune delle pietanze che componevano il tipico menù di San Martino, mentre il popolo doveva aspettare la domenica successiva per poter celebrare il santo e lo faceva in maniera modesta, con il rito del biscotto inzuppato; questa specialità dolciaria si è evoluta nel tempo, anche grazie all’abilità e all’estro delle suore dei conventi palermitani, che hanno dato origine ad altre due versioni del Sammartinello: il “decorato”, che presenta al suo interno un ripieno di conserva di cedro e all’esterno una glassa colorata arricchita di confetti e cioccolatini, in perfetto stile barocco-rococò siciliano, e il “Rascu”, cioè raschiato, che si prepara lasciando macerare il biscotto nel rhum, per poi essere svuotato e farcito con crema di ricotta.
dolcidisanmartinorascoRimanendo nella zona di Palermo, merita una menzione speciale il comune di Palazzo Adriano, che avendo origini albanesi, ha cercato di mantenere vive alcune tradizioni tipiche dei popoli balcanici e una di queste è legata proprio alla festa di San Martino e consiste nel celebrare tutte le coppie sposate durante l’anno con doni che provengono da amici e parenti, in particolare i genitori dello sposo regalano “u quadaruni”, una grossa pentola di rame e i genitori della sposa “a brascera”, un braciere sempre in rame per riscaldare la casa durante l’inverno; inoltre in questo giorno di festa è usanza che i bambini sfilino per le strade portando grosse ceste, abbellite con tovaglie ricamate, contenenti fiori, dolci e la Pitta, il tradizionale pane circolare, decorato con simboli religiosi, filosofici e politici per rievocare i valori della famiglia.
Per continuare sulla scia delle tradizioni culinarie tipiche di questa festa, a Trapani si mangiano delle focacce condite con semi di finocchio e ricotta, mentre a Regalbuto delle paste dalla forma conica tuffate nel miele. E poi ci sono paesi in cui la festa di San Martino viene vissuta anche dal punto di vista religioso, come ad esempio Caltagirone, dove la statua del Santo a cavallo veniva condotta in processione per i vicoli e i cortili della cittadina, oppure San Martino, frazione di Spadafora, in provincia di Messina, dove il Vescovo di Tours è il santo Patrono e in suo onore si organizza la sagra “Sapori e Tradizioni” che mira anche alla valorizzazione del territorio e delle sue specialità.
Infatti l’11 novembre, e le giornate prossime a questa data, si caratterizzano inoltre per le numerose sagre che vengono allestite nei diversi comuni della nostra regione e che danno la possibilità ai visitatori di scoprire e degustare svariati prodotti tipici, legati alla festa di San Martino e più in generale alla cultura enogastronomica siciliana e alla stagione autunnale, non soltanto dunque castagne, vino e salsiccia, ma anche legumi, funghi, formaggi freschi come tuma e ricotta, talvolta lavorati in loco, e ancora miele, fichi d’india, dolci tipici quali il cannolo o la cassata e, alle delizie per il palato, si aggiungono quasi sempre mostre di artigianato e spettacoli folkloristici.

Per chi volesse trascorrere questo giorno di festa all’aria aperta di seguito alcune delle delle manifestazioni in occasione di San Martino:
– Santa Venerina (CT), “San Martino, Musica e Vino”, degustazione di vino e prodotti tipici.
– Linguaglossa (CT), 11-13 novembre, degustazione di piatti della tradizione siciliana fra cui la salsiccia al ceppo, visita alle cantine, gara delle botti e musica Folk.
– Ragalna (CT), 12-13 novembre, Sagra della salsiccia, caliceddi e vino, mercatino della frutta e dei prodotti tipici dell’Etna.
– Aci Bonaccorsi (CT), 13 novembre, degustazione dei piatti della tradizione siciliana, (salsiccia, pasta e ceci, caldarroste, vino e mostarda di fichi d’india).
– Mongiuffi Melia (ME), 18-20 novembre, “San Martino, Odori, e sapori della Valle del Ghiodaro”, degustazione di prodotti tipici e dimostrazione degli antichi mestieri e mostra di pittura.
– Castell’Umberto (ME), 12-13 novembre, fra le specialità non solo salsiccia, castagne e vino ma anche i maccheroni con il sugo di maiale e i“frittuli” (pietanza povera caratterizzata dalle parti di scarto del suino come testa, zampe, cuore e cotenna), Palio di San Martino.
– Malvagna (ME), 11 novembre, degustazione di prodotti tipici a chilometro zero, fra le specialità i “Frascatuli”, una polenta con farina di ceci.
– Frazzanò (ME), 12-13 novembre, manifestazione prevalentemente dedicata ai funghi ma anche ai derivati del suino nero dei Nebrodi.

Raffaella Maugeri

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