Hanno festeggiato per una giornata intera, i Cuochi etnei capitanati da Seby Sorbello, per celebrare la prima edizione della “Gran festa dell’associazione” organizzando cooking show e degustazioni alla presenza di alunni, dirigenti scolastici, professori delle scuole alberghiere della provincia e sponsor commerciali, e del presidente nazionale della Fic Rocco Pozzulo.

Un altro evento per sottolineare la fondamentale importanza della coesione, dopo il “Natale del cuoco”, gli eventi formativi, le manifestazioni culturali e promozionali, le competizioni e i diversi appuntamenti statutari, vissuti sempre più come occasione di incontro che come impegni obbligati. Quest’anno però, l’annuale incontro degli iscritti della sezione provinciale etnea, ha voluto colorarsi delle tinte gioiose di una vera festa. “Siamo i più numerosi della Sicilia – ha motivato con orgoglio il presidente Seby Sorbello – e in Italia siamo tra i primi nella classifica delle province per numero degli iscritti”.

La tradizione siciliana, a vocazione turistica e alberghiera, si rispecchia infatti fortemente nella imponente consistenza numerica dei cuochi nati e cresciuti nell’Isola. Molti raggiungono standard qualitativi di eccellenza e lo testimoniano non soltanto le stelle Michelin elargite ad esponenti di punta della categoria e ad impeccabili strutture nelle quali gli chef offrono la propria professionalità. Lo testimoniano anche le medaglie guadagnate dai cuochi siciliani alle competizioni, sia nazionali che internazionali, che però riescono solo in parte a rappresentare il valore e il contributo della componente isolana ai traguardi dell’eccellenza perché “quello che è realmente rappresentativo in Sicilia – spiega il presidente dell’Unione regionale cuochi siciliani, Domenico Privitera – è il tessuto connettivo del territorio: una fortunata combinazione di elementi che si compone del vasto ventaglio di prodotti agro-alimentari di riconosciuta qualità, di una solida tradizione gastronomica, di aziende produttrici custodi di valori familiari, di grandi istituti alberghieri e di tanti giovani disposti ad investire sulla propria formazione professionale”.

E’ questo il substrato sul quale si inserisce anche l’evento organizzato quest’anno dai cuochi etnei, che ha volto essere “non solo una festa – ha spiegato il presidente Sorbello – ma anche un’occasione, una vetrina e un momento di incontro, di confronto e di formazione professionale tra i soci”.

Sul palco dell’Esperia Palace Hotel di Zafferana Etnea si sono esibiti, dopo il presidente della federazione italiana cuochi Rocco Pozzulo, gli chef: Giuseppe Raciti (vincitore del premio “Miglior chef del sud Italia”), Pietro D’Agostino (dei ristoranti “La Capinera” e “Kistè” di Taormina), Fabio Potenzano (della nazionale italiana cuochi), Massimo Mantarro (executive chef del San Domenico Palace di Taormina), Francesco Patti (del ristorante “Coria” di Caltagirone), Matteo Zanardi (del ristorante “Ai Beati”), Giovanni Santoro (del ristorante “Shalai” di Linguaglossa), Carmelo Trentacosti (del “Grand Hotel Villa Igiea” di Palermo), Rosario Cantarella ed Emmi Moreno (dell’Istituto alberghiero “Giovani Falcone” di Giarre), Danilo De Feo (dell’Istituto alberghiero “Karol Woitila” di Catania).

Un grembiule commemorativo donato ai partecipanti è stato il segno di una promessa, quella che l’edizione 2017 della “Gran festa dell’associazione dei Cuochi Etnei” vuole essere soltanto il primo appuntamento di una tradizione appena cominciata.

“La sezione provinciale etnea – ha ricordato il presidente regionale Domenico Privitera – è nata molti anni fa, spontaneamente dalla volontà di un gruppo di appassionati cuochi professionisti della provincia di Catania, tutti animati dal comune desiderio di creare una struttura capace di mettere insieme esperienze, aspirazioni, progetti. Il 20 marzo del 2002, esattamente 15 anni fa, con un atto notarile, l’associazione è entrata a far parte ufficialmente della grande famiglia dell’Urcs, già aderente alla Fic. La storia ci dice che camminare insieme è meglio”.

L’appuntamento dunque si ripeterà, se lo augurano gli organizzatori e i partner, mentre si pensa già ai prossimi eventi: il congresso nazionale a Matera e “Cibo Nostrum”.

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