Di Maria Torrisi

Esoprattutto a Natale che si riscopre la tavola delle tradizioni, quella che ritrova il profumo buono della cucina di famiglia, il gusto genuino dei prodotti sani, lavorati con maestria e passione e poi consumati con gioia nella tavola della condivisione.

La tavola a Natale ritorna al centro di molte attenzioni ed interessi, lo sanno bene le grosse catene di distribuzione alimentare che propongono lindustriale travestito da prodotto genuino, insieme al finto esotico e al gourmet a portata di tasca. Ein questi momenti di maggiore richiesta che i cuochi non possono farsi sfuggire la saggia occasione di rinsaldare un patto importante, quello già stretto tra la cucina e la terra, tra la professionalità e la qualità.

I cuochi siciliani, universalmente riconosciuti maestri nellarte della tavola, della gastronomia e della pasticceria, in questi giorni di grandi feste e banchetti, potranno dimostrare capacità, conoscenza e senso critico, soprattutto nei confronti della ristorazione di massa, omologata, sponsorizzata, spersonalizzata e preconfezionata.

Dobbiamo far valere il nostro studio, la nostra preparazione ai fornelli, la nostra esperienza, la nostra capacità di scelta, oltre ovviamente alla nostra personale creatività che rende unico ogni piatto che esce dalle mani di ciascuno di noi ha sollecitato il presidente dellUnione Regionale Cuochi Siciliani Domenico Privitera rivolgendosi ai 2.300 soci iscritti e sia chiaro, oggi più che mai, a tutti voi amici e colleghi, il messaggio che sarà lo slogan del nostro impegno fino al prossimo congresso nazionale, ossia che non possiamo più fregiarci dellonore di essere professionisti veri se non dimostriamo il coraggio delle nostre azioni e delle nostre scelte, se ci adagiamo sulle comodità di preparati, semilavorati, surgelati, prodotti preconfezionati e della grande distribuzione, o se ci sentiamo confortati, sicuri, con le spalle coperte e con lanimo tranquillo, se proponiamo ai nostri clienti solo riletture, a volte persino ardite, di menù seriali, anonimi e ripetitivi, che di originale hanno forse soltanto il nome e qualche casuale aggiunta di ingredienti.

La televisione con i suoi format importati dagli Stati Uniti, sta pericolosamente minacciando la spontaneità e la freschezza del lavoro di tanti cuochi, che per resistere al tritacarnedella competizione esasperata, della corsa alla conquista di un angolino di palcoscenico, dellinganno di riflettori che prima abbagliano e subito dopo lasciano nellombra, devono esercitare con costanza ed eroica fermezza, tutto il proprio ventaglio di virtù, di resistenza, di volontà e di determinazione.

Abbiamo un patrimonio di biodiversità – ricorda ancora una volta Domenico Privitera una ricchezza di prodotti della terra e del mare che tutti ovunque ci invidiano: puntiamo su questo per fare la differenza, animiamoci di coraggio e scendiamo nei campi, conosciamo i produttori, lasciamoci trasportare dalle fragranze antiche che ottimi imprenditori locali stanno lentamente riportando alla luce, con coraggio e lungimiranza. Siano questi i nostri alleati, e noi lo saremo non soltanto per loro, ma soprattutto per i nostri clienti e, attraverso loro, daremo un servizio alla collettività: faremo cultura. Non solo, ma renderemo ancora più interessante lofferta turistica della nostra regione, attivando un circuito positivo di crescita economica. Ma ciò che è forse ancor più importante conclude Domenico Privitera – è che, facendo conoscere la qualità e la varietà degli alimenti locali, freschi, genuini e di stagione, riusciremo anche ad innescare il più virtuoso dei meccanismi della crescita sociale: la consapevolezza del benessere. Quanti danni, malattie, intolleranze, allergie, stanno derivando dallabuso di prodotti conservati, raffinati, importati! E quanto bene, a detta dei più illustri scienziati di tutto il mondo, deriverebbe dal mangiare cibo sano! Se lo vorrete, amici, sarete voi, insieme a me che me ne farò portavoce su tutti i livelli, anche istituzionali, a realizzare questa rinascita culturale, economica e salutistica. Incontreremo forse qualche ostacolo sul nostro cammino, ma cosa volete che sia per uomini e donne come noi che la fatica del lavoro non abbiamo il tempo di sentirla, che lo stress da sovraccarico con labitudine di servire centinaia di coperti per volta abbiamo imparato a gestirlo? Dimostreremo che si può fare bene senza rinunciare alle immediate soddisfazioni personali, avremo la gratitudine di chi va alla ricerca della qualità dei cibi e poi anche di una fetta sempre crescente di utenza esigente e consapevole.

Corollario di questa nuova impostazione di lavoro, che spezza con landazzo generale, è anche la capacità del cuoco di saper comunicare limportanza del cambiamento.

Sta a noi fare apprezzare a pieno questa scelta ha infine aggiunto il presidente dellUnione Regionale Cuochi Siciliani Domenico Privitera dovremo essere bravi a sostenere la qualità dei prodotti locali, valorizzando nel piatto le caratteristiche di ogni alimento scelto, gli odori, i profumi, le consistenze tipiche che rendono unico il prodotto locale. Inoltre dovremo essere in grado di spiegarlo bene questo prodotto di qualità, attraverso più affinate abilità verbali. Ci servirà studiare un po, e lURCS metterà a disposizione dei suoi soci gli strumenti più adatti anche a questo scopo, perché ogni cuoco dovrà saper motivare la scelta di ogni prodotto, e per far questo dovrà conoscere perfettamente termini, nomi, collocazioni geografiche, la storia degli alimenti e magari anche qualche aneddoto legato al piatto che viene presentato al cliente. Lobiettivo è che ogni creazione che proviene da una cucina, quando giunge in sala, venga vissuta come una bella esperienza, emozionante e completa.

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